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martedì, febbraio 28, 2006

1° marzo: mercoledì delle ceneri

postato da loziofranco | 20:45 | commenti

domenica, febbraio 26, 2006

http://www.associazionesanlazzaro.it/newsletter/nl-0468-un_piccolo_fiore.htm 

eccola qui, la newsletter di oggi!

postato da loziofranco | 22:18 | commenti (2)

Catechesi a SanLazzaro – 24 febbraio Si parla di suor Elia di s. Clemente (sarà beatificata il prossimo18 marzo, prima beata barese a memoria d’uomo!). La vita di suor Elia a raccontarla, ha del disarmante e dello sconcertante. Nella sua vita non ci sono fatti particolari, non si è distinta per particolari opere pastorali né per grandi trattati di mistica. La sua santità si può sintetizzare con le sue stesse parole: “Bisogna saper fiorire là dove Dio ci ha seminati”. "L’amarti, o mio Dio, non consiste nel fare opere grandi e strepitose, ma nel sapersi immolare incessantemente nelle piccole cose,… come per esempio: il sorridere dinanzi ad uno sgarbo, o ad una parola proferita dalla sorella che ferisce il nostro amor proprio, … il cedere con piacevolezza a tutto vivendo in una santa sottomissione a tutti”. Tutto questo per far piacere allo Sposo. 

postato da loziofranco | 22:15 | commenti

lunedì, febbraio 20, 2006

catechesi a SanLazzaro - 17 febbraio
Ignazio di Antiochia (II secolo) in una lettera scritta  durante il viaggio dalla Siria a Roma per essere martirizzato, non usa il termine “speranza”, ma con il martirio si sente finalmente   “vero discepolo di Cristo”. 
Agostino esorta a non sperare qualcosa da Dio,  ma ad avere il Signore stesso come speranza.
Sempre Ag. 
mette in guardia i fedeli sia da una falsa eccesso di “speranza”, di confidenza nella misericordia divina che favorisce un comportamento quantomeno disinvolto, e sia da una rassegnata disperazione, che guarda più alla gravità delle proprie colpe che alla misericordia divina e finisce con disarmare le residue risorse morali. 
Giorgio La Pira legge, in una trama storica contrassegnata dall’ “esilio dei valori supremi del cristianesimo e dal  trionfo del materialismo ateo”, i segni della certa speranza cristiana: ciò che sembra impossibile all’uomo è facile a Dio, perché nella Storia è all’opera il lievito della Grazia di Dio.
“La Storia può per qualche tempo smorzare lo splendore, offuscare la luce di quella mistica Città di Dio che la Storia sta preparando… e quando le nuvole del temporale sono passate l’incanto sacro di bellezza ritorna ad attrarre popoli e nazioni”.

postato da loziofranco | 14:44 | commenti (2)

venerdì, febbraio 17, 2006

mi telefona la filia media (stravolta):

28 in disegno.

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giovedì, febbraio 16, 2006

che fare? eh, che fare?

postato da loziofranco | 20:13 | commenti (8)

martedì, febbraio 14, 2006

catechesi a SanLazzaro - 10 febbraio (ancora sulla speranza)
"Non in un altro abbiamo sperato", dice il martire Giustino (160 a.C. ca.) al giudeo Trifone, "ma in colui nel quale avete sperato anche voi, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe". 
Ma c'è una novità rispetto al Patto Antico: Cristo è il compimento della speranza. 
Al nuovo Israele dei credenti in Cristo si dischiude una "speranza migliore".
Sant'Agostino dice: "Ecco lo avete udito: perché è stato tentato, ha patito, è risorto. Per questo è diventato la nostra speranza. In lui puoi vedere la tua fatica e la tua ricompensa: la tua fatica nella passione, la tua ricompensa nella risurrezione. Con le sue fatiche, le tentazioni, i patimenti, la morte, Cristo ti ha fatto vedere la vita in cui sei; con la risurrezione ti ha fatto vedere la vita in cui sarai. Noi sapevamo che l'uomo nasce e muore, ma non sapevamo che risorge e vive in eterno". 
La salvezza ha come perno l'incarnazione e come culmine la risurrezione: all'uomo si schiude la speranza perché Cristo ha assunto la sua debolezza e l'ha fatto risorgere. 
Tertulliano scrive: "caro salutis est cardo": "la carne è il cardine della salvezza". 
Gli appunti delle catechesi vengono devotamente collazionati qui: http://www.associazionesanlazzaro.it/associazione/ww-0050-catechesi.htm 

postato da loziofranco | 20:52 | commenti (5)

mercoledì, febbraio 08, 2006

trovata sull'Osservatore Romano, la lettera che don Andrea Santoro aveva scritto qualche giorno fa al papa
Roma 31 gennaio 2006
Santità,
le scrivo a nome di alcune signore georgiane della mia parrocchia "Sancta Maria" a Trabzon (Trebisonda) sul Mar Nero in Turchia. Me l'hanno dettata in turco, la traduco come è uscita dalla loro bocca così gliela faccio avere in occasione della mia venuta a Roma. Io sono don Andrea Santoro, prete "Fidei donum" della chiesa di Roma in Turchia, nella diocesi di Anatolia, qui residente da 5 anni. Il mio gregge è formato da 8/9 cattolici, i tanti ortodossi della città e i musulmani che formano il 99 per cento della popolazione. Sarebbe lei Santità, sia il vescovo della mia diocesi di partenza (Roma) sia il vescovo della mia diocesi di arrivo dal momento che si tratta di un "Vicariato apostolico". È a questo doppio titolo che le recapito la lettera delle tre georgiane.

"CARO PAPA,
a nome di tutti i georgiani la salutiamo.
Da Dio chiediamo per te salute nel nome di Gesù.
Siamo molto contenti che Dio ti ha scelto come Papa. Prega per noi, per i poveri, per i miseri di tutto il mondo, per i bambini. Crediamo che le tue preghiere arrivano dirette a Dio. I Georgiani sono molto poveri, hanno debiti, senza casa, senza lavoro. Siamo senza forze.
Viviamo in questo momento a Trabzon e lavoriamo. Tu prega che Dio ci benedica e crei in noi un cuore nuovo e pulito. Noi non dimentichiamo la vita cristiana e per i turchi cerchiamo di essere un buon esempio nel nome di Dio, perché per mezzo nostro vedano e glorifichino Dio.
Noi abbiamo molte cose da dire e da raccontare ma, Inshallah, se verrai a Trabzon potremo parlare faccia a faccia. La tua venuta sarà una festa felice. Da Dio chiediamo e auguriamo per te salute e pace e vita cristiana. Baciamo le tue mani. Saremo contenti che tu ci risponda e ci mandassi una foto con la tua firma.
Tu come papà comune prega per don Andrea e Loredana, che Dio dia loro forza e a Trabzon per mezzo loro la chiesa cresca e si moltiplichi.
Maria, Marina e Maria".
A nome degli altri cristiani georgiani ti invitiamo a Trabzon per la tua prossima venuta a Novembre in Turchia.

Santità,
mi unisco a queste tre donne per invitarla davvero da noi. È un piccolo gregge, come diceva Gesù, che cerca di essere sale, lievito e luce in questa terra. Una sua visita, se pur rapida, sarebbe di consolazione e incoraggiamento. Se Dio vuole... a Dio niente è impossibile.
La saluto e la ringrazio di tutto. I suoi libri mi sono stati di nutrimento durante i miei studi di teologia. Mi benedica. E che Dio benedica e assista anche lei.

don Andrea Santoro
Prete "Fidei donum" della diocesi di Roma in Turchia,
diocesi di Anatolia, città di Trabzon sul Mar Nero,
chiesa di "Sancta Maria".


postato da loziofranco | 19:50 | commenti (25)

ooooh, un momento!
 
postato da loziofranco | 19:18 | commenti

uau!
ma qui non c'è tempo per respirare!

postato da loziofranco | 19:07 | commenti

mercoledì, febbraio 01, 2006

E domani è la Candelora.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele; lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, lo prese tra le braccia e benedisse Dio:
“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli,
luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele”.

postato da loziofranco | 21:16 | commenti (1)