nato 1951 - moglie una - figli tre - famiglia a bari - lavoro a roma - amici a bari


lunedì, giugno 30, 2003

Ecco qui, per la questione sollevata da Giuliano; ho trovato nelle Lettera agli Ebrei queste espressioni:
Cristo... con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna.
... noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre.
Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio...
... con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.





postato da loziofranco | 15:04 | commenti (30)

Giuliano (in un commento ad un post più sotto):  ti pongo un bel quesito che da tempo mi frulla: Se il kerigma Xano é la resurrezione attraverso la passione e morte, attualizzando il vangelo nell'oggi, il Cristo ancora (com'é peraltro) vivo oggi riproponendo il suo messaggio non chiederebbe di METTERLO A MORTE nuovamente?? non sarebbe giusto per Lui e per tutti che lui morisse nuovamente perché il suo corpo possa risorgere.....?????????????? Per Lui lo sarebbe sen'altro, ma per noi??? quesito per una fede post cristiana
postato da loziofranco | 15:03 | commenti (2)

sabato, giugno 28, 2003

varie ed eventuali
postato da loziofranco | 08:47 | commenti (2)

venerdì, giugno 27, 2003

L'altra sera (mercoledì) ho telefonato agli amici di SanLazzaro. Beh, di che si chiacchiera? Mi dice M che si sta ragionando sull'annuncio del Vangelo (uelà - discorsi tosti! i massimi sistemi!). Se sia possibile fare solo un annuncio (con la parola, con la predicazione, la catechesi, immagino) o se si debba proporre un'esperienza (una comunità?) e/o un coivolgimento (amicizia, scambio interpersonale... boh?). Si capisce che questi discorsi non vengono bene per telefono; c'è bisogno di guardarsi negli occhi eccetera. Io penso che l'annuncio del Vangelo deve essere radicata una comunità. E' la comunità che sente l' "urgenza" dell'annuncio. La forma, il metodo, sono di importanza secondaria. Confidiamo che lo Spirito Santo illumini i cuori (e le intelligenze) per comprendere quello che è opportuno e gradito a Dio. Poi c'è la dimensione del "prendersi carico". E' come la parabola del buon samaritano. E il coinvolgimento porta responsabilità. Non esiste un "parere disinteressato", un "secondo me dovresti..." e poi "... comunque sono problemi tuoi". Un padre, un fratello (uno zio?) non parla così al figlio / fratello / nipote, se gli vuol bene. E quelli che scrivono del Signore su libri, riviste, giornali, newsletter, blog? Lo stesso. Senza riferimento alla comunità e senza coinvolgimento sono pippe mentali.
Ieri mattina stavo ancora rimuginando su queste cose, e mi sembrava che nel nostro bloggare ci fosse qualcosa di buono. Nel senso che (sia pure in una maniera tutta particolare) ci si coinvolga, e ci sia qualche scintilla di amicizia (parola grossa? forse).
Ieri sera ho letto qualche post (i vostri post, e di chi se no?) e ne sono rimasto ammirato. Non vi dico di chi e di che cosa, tanto lo sapete. E stamattina ancora. Beh, lo attribuisco al Cuore di Gesù, che è il solo in grado di intenerire i cuori di pietra e sciogliere i cuori di ghiaccio.
Un abbraccio a tutti: Virginia, Tequila, Fred, don Nico, PapàQualsiasi, Martebip e Fiorile, Anto & Gae, Lola, donMo, Lorelei, la Zammina, Chiara, Sable, Bellalbero, Angela, ai Lazzaroni tutti. Grazie, amici.
E se ho dimenticato qualcuno, non importa; Nostro Signore se ne ricorderà.





postato da loziofranco | 18:22 | commenti (16)

giovedì, giugno 26, 2003

spazio libero per i viandanti
postato da loziofranco | 13:06 | commenti (6)

mercoledì, giugno 25, 2003

Si parla a Maria per arrivare a Gesù. Ella lo ha portato al mondo. Ella è la Madre del Signore. Ella ci introduce a lui, se noi siamo devoti a lei.   (Paolo VI)
postato da loziofranco | 20:46 | commenti (8)

ora un po' alla volta mi costruisco l'elenco dei link "stabili"
postato da loziofranco | 20:31 | commenti (10)

dov'è Angela?
postato da loziofranco | 19:30 | commenti (3)

martedì, giugno 24, 2003

work in progress...
http://bellalbero.splinder.it/
la Zammina:
http://zamm.splinder.it/
new entry: ---> http://chiara.splinder.it
è ritornata! ----> http://sablesse.splinder.it
Simonetta ---->
http://oltreorizzonte.splinder.it/
Giuliano ----> http://giulianodaquarto.splinder.it/
ululò: ----> http://lupodellasteppa.splinder.it/
scarabocchi ----> http://scarabocchi.splinder.it/
alidada ----> http://alidada.splinder.it/

fiocchetta ----> http://fiocco.splinder.it/
supermamme --->
http://supermamme.splinder.it/
il blog di mu ----> http://mu.splinder.it/
donDiego ----> http://www.lospillo.it/
diario di un robot ----> http://czap.splinder.it/
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/index.html
















postato da loziofranco | 20:36 | commenti (5)

la SSU (scuola di sopravvivenza urbana) oggi segnala:
"scassabidoni"
dicesi di persona oltremodo importuna



postato da loziofranco | 20:29 | commenti (4)

Aaagh! ho cambiato il template (quasi) senza accorgermi. Tengo questo per un po'; mi sembra più fresco. 
postato da loziofranco | 19:50 | commenti (4)

post vuoto, per chiacchierare.
postato da loziofranco | 19:48 | commenti (11)

domenica, giugno 22, 2003

Questo è il seguito della lettera di Berlicche a Malacoda.  Per prima cosa bisogna differire il più tardi possibile il momento nel quale egli s'accorga che questo nuovo piacere è una tentazione. E, poiché i servi del Nemico hanno predicato per duemila anni del "Mondo" come di una delle tante tentazioni tipo, ti sembrerà difficile farlo. Ma, per fortuna, negli ultimi decenni ne hanno parlato pochissimo. Negli scritti moderni dei cristiani, quantunque vi legga molto (anzi più di quanto mi piaccia) intorno a Mammona, scorgo ben poco degli antichi moniti sulla vanità del mondo, sulla scelta degli amici, sul valore del tempo. Il tuo ammalato probabilmente classificherebbe tutto ciò come "puritanesimo" - e mi piace farti notare, per transenna, che il valore che abbiamo dato a quel termine è uno dei più sicuri trionfi che abbiamo ottenuto in questi ultimo cent'anni. Per suo mezzo riscattiamo ogni anno centinaia di esseri umani dalla temperanza, dalla castità, e dalla sobrietà della vita.

Presto o tardi, ad ogni modo, gli si presenterà chiara la vera natura dei suoi nuovi amici, e allora la tua tattica dovrà adattarsi all'intelligenza del tuo paziente. Se è uno sciocco abbastanza grosso farai in modo che comprenda il carattere dei suoi amici soltanto quando sono assenti. La loro presenza spazzerà poi via ogni critica. Se si riesce in ciò, lo si po' indurre a vivere, come so che molti esseri umani vivono, due vite parallele, e per un periodo di tempo considerevole; non soltanto sembrerà, ma sarà di fatto un uomo diverso in ciascuno dei circoli che frequenta. Se ciò non riesce v'è un metodo più sottile e più divertente. Lo si può indurre a godere positivamente nell'accorgersi che le due parti della sua vita sono contraddittorie. Ciò, si ottiene sfruttando la sua vanità. Gli si può insegnare a godere di inginocchiarsi la domenica presso il suo droghiere proprio perché egli ricorda che il droghiere non ha neppure la possibilità di capire il mondo urbano scanzonato con il quale egli si è intrattenuto il sabato sera; e, al contrario, a godere quella conversazione pornografica e blasfema durante il caffè con i suoi amici con tanto maggio gusto in quanto consapevole di un mondo "più profondo", "spirituale", che c'è nel suo intimo, e che essi non comprendono. Tu capisci di che si tratta. I suoi amici mondani lo toccano da una parte e il droghiere dall'altra, mentre lui è l'uomo completo, equilibrato, complesso, che li comprende tutti a fondo. Così, mentre si comporterà da traditore in permanenza di almeno due gruppi di persone, proverà invece di vergogna, una continua segreta corrente di compiacimento di sé. Da ultimo, se tutto il resto non otterrà nessun effetto, lo potrai convincere, sfidando la coscienza, a continuare a frequentare i nuovi conoscenti, adducendo come pretesto che, in qualche modo non ben definito, egli sta facendo del "bene" a questa gente, per il solo fatto di bere i loro cocktail e di ridere alle loro arguzie, e che troncare questo modo di comportarsi sarebbe "far lo schizzinoso", essere "intollerante", e (naturalmente) "puritano".

Nel frattempo prenderai naturalmente la precauzione ovvia di far sì che questo nuovo sviluppo lo induca a spendere più di quanto può disporre e a trascurare il suo lavoro e sua madre. La gelosia, l'allarme di costei, la crescente evasività e villania da parte di lui, saranno un elemento impagabile per l'aggravamento della tensione domestica.

Tuo affezionatissimo zio Berlicche

(by Clive Staples Lewis, The Screwtape)

postato da loziofranco | 18:51 | commenti (6)

direbbe martebip, questa è una spatafiata. beh, sì. ma a me il C.S.Lewis piace!
postato da loziofranco | 17:32 | commenti (2)

L’AMICIZIA SECONDO BERLICCHE
Lettera del diavolo Berlicche al caro nipote, il diavolo custode Malacoda
(da The Screwtape, di Clive Staples Lewis, copia a cura difidibi. Berlicche scrive a Malacoda per consigliarlo su come tentare il suo "paziente")
 
Mio caro Malacoda,
ho saputo con grande piacere da Scarmiglione che il tuo paziente ha fatto alcune conoscenze molto desiderabili e che pare che tu abbia adoperato codesto nuovo evento in maniera veramente promettente. Mi sembra di capire che quei coniugi di mezz’età che gli hanno fatto visita nel suo ufficio sono proprio quel genere di persone che noi desideriamo che egli conosca – ricche, eleganti, superficialmente intellettuali e brillantemente scettiche intorno a ogni cosa che v’è nel mondo. Mi par di capire che siano perfino vagamente pacifisti, non per motivi morali, ma per un’inveterata abitudine di minimizzare tutto ciò che interessa la gran massa dei loro simili e per uno spruzzo di comunismo puramente di moda e letterario. Egregiamente! E pare anche che tu abbia fatto buon uso di tutta la sua vanità sociale, sessuale e intellettuale. Fammi sapere qualcosa di più. Si è compromesso molto? Non voglio dire a parole. V’è un gioco sottile di sguardi, di toni, di riso, con il quale un mortale può far sottintendere che egli appartiene allo stesso partito di coloro con i quali sta parlando. Questo è il genere di tradimento che dovresti incoraggiare, perché il tuo giovanotto non lo comprende proprio bene neppure lui; e quando giungerà a comprenderlo tu gli avrai reso difficile il retrocedere.
Senza dubbio capirà molto presto che la sua fede è in diretta opposizione ai principi sui quali si basa tutta la conversazione coi suoi nuovi amici. Non credo che ciò sia molto importante, purché tu riesca a convincerlo a posporre ogni esplicito riconoscimento di qusto fatto; cosa molto facile a ottenersi, con l’aiuto della vergogna, dell’orgoglio, della modestia e della vanità. Finché lo stato d’attesa dura egli si troverà in una posizione falsa. Starà in silenzio quando dovrebbe parlare e riderà quando dovrebbe stare in silenzio. Dimostrerà, dapprima solo con il modo di fare, ma presto anche a parole, ogni sorta di atteggiamenti cinici e scettici che in realtà non sono suoi. Ma se lo saprai giocar bene, potranno diventare suoi. Tutti i mortali tendono a diventare ciò che pretendono di essere. È una cosa elementare. Il problema veramente importante è come prepararsi al contrattacco del Nemico.
...
postato da loziofranco | 17:31 | commenti

E continua, il don Nico: “Come mai nonostante la grande potenzialità dell’Eucaristia c’è tanta disaffezione per la partecipazione alla messa domenicale?” Difficile rispondere! Forse perché nella catechesi e nella predicazione non si riesce ad evidenziare il rapporto stretto tra l’eucaristia e la vita concreta.
Il pane e il vino che vengono offerti per la trasformazione nel corpo e nel sangue di Cristo, rappresentano la nostra realtà quotidiana: la nostra vita, le nostre azioni, le nostre scelte, i nostri comportamenti, le nostre fatiche, le nostre sconfitte, i nostri risultati. Con l’Eucaristia, quindi, la nostra esistenza viene offerta a Dio Padre con l’offerta di Cristo. Tutta la nostra vita deve diventare offerta al Padre.
La Messa domenicale, allora, si prolunga ben oltre l’altare della mia chiesa, ripetendo i momenti di ascolto della parola (quando ascolto la voce di Dio nelle persone e negli avvenimenti che mi capitano), offertorio (nella sofferenza e nel dolore), consacrazione (del tempo e della preghiera), comunione (con i fratelli) anche dentro la mia casa, il mio lavoro, il mio studio.
postato da loziofranco | 17:24 | commenti

Dal commentone di don Nico: La solennità del Corpus Domini è la festa del Pane per tutti.
Julien Green in una intervista confidava: “Mio padre, protestante e miscredente andava spesso a Notre-Dame-des Victoires, a due passi dal suo ufficio. Cosa lo attirava? Non avrebbe potuto dirlo. Quella chiesa attirava e continua ad attirare tutti coloro che sono alla ricerca.
Un giorno che si celebrava la Messa, senza troppo pensarci, mio padre si unì alle persone che andavano alla Comunione e ricevette l’Eucaristia. Era decisamente irregolare, ma lui non lo sapeva. A volte piace a Dio di passar sopra ai divieti. Il fatto è che, ricevuta quell’Eucaristia, mio padre credette immediatamente e si mise in contatto con un sacerdote cattolico e ne seguì la conversione”.
È per questo che i direttori spirituali invitano spesso alla visita al SS Sacramento. I vecchi parroci una volta dicevano: “Vai a tener compagnia a Gesù”. Devo dire che questa sensibilità io la vedo pure alla cappella universitaria: c’è sempre qualcuno che sta pregando davanti al Tabernacolo.
Padre Pedro Arrupe in una intervista ha narrato un miracolo di cui fu testimone a Lourdes quando egli era ancora studente alla Facoltà di medicina di Madrid: “In attesa della processione eucaristica vi era su di una poltrona a rotelle un giovane di circa vent’anni dal corpo deformato dalla poliomielite. Accanto la madre che recitava il rosario ad alta voce e sospirando : “Vergine santa vieni in nostro aiuto!”. Venne il momento in cui il vescovo, che reggeva l’ostensorio con il Santissimo Sacramento dovette benedire il giovane malato. Il ragazzo guardava l’Ostia Santa con quella stessa fede che aveva dovuto avere il giovane paralitico di cui parla il vangelo. Quando il vescovo ebbe tracciato una grande croce con il SS. il giovane si alzò dalla sua poltrona completamente guarito, mentre la folla lanciava grida di gioia: “È un miracolo!”. Seguirono le visite mediche: il Signore aveva realmente fatto il miracolo”.
Scosso da quel miracolo, di cui fu testimone oculare, Pedro Arrupe lasciava la Facoltà di medicina di Madrid e tre mesi dopo entrava nel noviziato della Compagnia di Gesù.
postato da loziofranco | 17:23 | commenti

martedì, giugno 17, 2003

Varie ed eventuali:
postato da loziofranco | 19:19 | commenti (5)

Maria, una donna come noi e che come noi gode delle misericordia divina, vive e rappresenta ciò che noi dobbiamo essere davanti a Dio. (Karl Rahner)
postato da loziofranco | 19:06 | commenti (10)

lunedì, giugno 16, 2003

Sorpresa. Chiedo a mia figlia un libro da leggere, in treno. Mi presta "La notte di Emil Vrana". Lettura piacevole, ricca di flash-back. Un restauratore di dipinti antichi è affascinato dalla "Flagellazione" di Piero della Francesca. Chi sono i tre personaggi in primo piano, sulla destra? Perché uno dei tre assomiglia al Cristo (in secondo piano, flagellato).
Il mistero viene risolto (nel libro) scoprendo un'iscrizione nascosta: ISTI TRES UNUM SUNT.
Le tre figure rappresentano la Trinità.
Un bel regalo per questa domenica sera.



postato da loziofranco | 17:36 | commenti

la scuola di sopravvivenza urbana oggi segnala:
"cialtrone"
sono graditi suggerimenti circa l'uso ottimale del termine



postato da loziofranco | 17:02 | commenti

dal commentone di don Nico:     Cristoforo Colombo, non appena mise piede sull’isola San Salvador, che pensava essere l’India, il 12 ottobre 1492, si inginocchiò e, dopo aver baciato terra, fece cantare il Te Deum come ringraziamento alla Trinità. Pensate che fede aveva questa gente! Io conosco il Te Deum come inno alla Trinità da recitare alla fine dell’anno come ringraziamento dell’anno solare appena trascorso e alla fine degli esercizi spirituali come ringraziamento dei benefici ricevuti durante quel periodo di grazia. Mi sembra che gli uomini del passato facevano più riferimento a Dio in tutto quello che facevano. Anche un viaggio ed una scoperta di una nuova terra veniva vista sotto gli occhi della fede e sotto lo sguardo Dio. Oggi tutto è opera dell’uomo e si può fare a meno di Dio. Dopo l’illuminismo e l’esasperazione della ragione, si può vivere come se Dio non esistesse.
La festa della Trinità ci aiuta a capire che Dio c'entra con la nostra vita anche se non riusciamo a comprenderlo con la nostra ragione. La Trinità ci dice che l’uomo è relazione e comunione.
Noi non potremo mai capire completamente cosa significhi la Trinità di Dio, un Dio in tre persone uguali e distinte. Comprendiamo però quello che ci insegna: Dio non è solitario, è un Dio di comunione e di unità. Vuole da noi la comunione e la unità. Vuole che sviluppiamo tra noi delle relazioni di comunione, di reciproco affetto, di dialogo, di unità, di perdono. Non si tratta allora, di capire la Trinità, ma di vivere la Trinità: costruire un’unità di comunione, conservando la nostra identità.
La migliore comprensione rimane la preghiera:
O Trinità beata,
luce, sapienza, amore,
vesti del tuo splendore
il giorno che declina.
Te lodiamo al mattino
Te nel vespro imploriamo
Te canteremo unanimi
nel giorno che non muore. Amen.
postato da loziofranco | 09:48 | commenti (3)

sabato, giugno 14, 2003

passi di qui? LASCIA UNA TRACCIA! è GRATUITO.
postato da loziofranco | 22:42 | commenti (3)

scuola di sopravvivenza urbana
(urban survival school)
martebip propone:
mentecatto potrebbe andare bene?
ne uso un'altra, ma al momento non la ricordo... appena mi torna in mente te la scrivo :)





postato da loziofranco | 20:15 | commenti (2)

giovedì, giugno 12, 2003

scuola di sopravvivenza urbana
"gaglioffo"
(parola da usare con parsimonia)
sia accettano altre segnalazioni





postato da loziofranco | 16:09 | commenti (7)

mercoledì, giugno 11, 2003

C'era (c'è) almeno un "logico" tra gli amici di Gesù. Quel tale Tommaso che, davanti alla certezza della morte del Signore, non crede a quelli che dicono di averlo visto risorto. "Se non metterò la mia mano nel suo costato..." eccetera. Immagino che avrei fatto lo stesso; anche peggio. Gesù risorto ha misericordia del suo amico. "Metti qui la tua mano...". Risponde Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Qualcuno mi aiuti: significa forse che i tipi come Tommaso hanno bisogno di vedere le piaghe sul corpo del Signore per credere, mentre per altri (come Giovanni) basta vedere il sepolcro vuoto e le bende, e per altri ancora (quelli di Emmaus) è necessario che qualcuno spieghi la Scrittura? E se così fosse, quali sono le piaghe?

postato da loziofranco | 19:28 | commenti (6)

La Madre di Dio è a un tempo sapienza e bellezza. In lei si raduna tutta la bellezza della creazione per partecipare alla bellezza divina. (Patriarca Atenagora)
postato da loziofranco | 18:45 | commenti

martedì, giugno 10, 2003

La Vergine deve essere argomento della nostra meditazione in maniera che si introduca e si sviluppi nel nostro spirito l'immagine del Figlio suo. (Card. John Henry Newman)
postato da loziofranco | 19:34 | commenti (2)

lunedì, giugno 09, 2003

gagliardo. bella parola.

postato da loziofranco | 20:58 | commenti (8)

SanLazzaro News presenta:
la newsletter di domenica 8 giugno:
http://www.associazionesanlazzaro.it/newsletter/nl-0198-la_dolce_tempesta.htm
e se vuoi te la spedisco via email;
scrivi a
sanlazzaro@caltanet.it





postato da loziofranco | 20:35 | commenti

domenica, giugno 08, 2003

Fred ha aperto a un blog. E chissenefrega, direte voi. Ennò! Il blog di FRED è fatto per accogliere e proporre (ogni giorno? yes!) un'intenzione di preghiera.
Non ci andrà mai nessuno - direte voi! Sbagliato. C'è folla. Non come a Lourdes, of course, ma ci si va.
Non sappiamo se ci siano miracoli (non esageriamo, Fred si monterebbe la testa), ma accedono cose interessanti. Go and see: http://blackhole.splinder.it
postato da loziofranco | 18:09 | commenti (2)

su nostalgiadifuturo (Martebip e Fiorile) c'è un articolo molto interessante; comincia così: C'è una nuova secolarizzazione che tocca la vera natura di ciò che siamo, pensiamo e facciamo.Una questione che non tocca solo le fedi ma l'intera tradizione etica e giuridica dell'Occidente.
postato da loziofranco | 18:05 | commenti (3)

Mimmo ci propone:
"Siccome la nostra limitatezza non ci permette di intendere né il Padre né il Figlio, il dono dello Spirito Santo stabilisce un certo contatto tra noi e Dio, e così illumina la nostra fede nelle difficoltà relative all'incarnazione di Dio. Lo si riceve dunque per conoscere. I sensi per il corpo umano sarebbero inutili se venissero meno i requisiti per il loro esercizio. Se non c'è luce o non è giorno, gli occhi non servono a nulla; gli orecchi in assenza di parole o di suono non possono svolgere il loro compito; le narici se non vi sono emanazioni odorifere, non servono a niente. E questo avviene non perché venga loro a mancare la capacità naturale, ma perché la loro funzione è condizionata da particolari elementi. Allo stesso modo l'anima dell'uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo. Il dono, che è in Cristo, è dato interamente a tutti.
Resta ovunque a nostra disposizione e ci è concesso nella misura in cui vorremo accoglierlo. Dimorerà in noi nella misura in cui ciascuno di noi vorrà meritarlo."
(dal "trattato sulla Trinità" di sant'Ilario, vescovo)
postato da loziofranco | 17:57 | commenti

mercoledì, giugno 04, 2003

trollatevi con il metamotore:
http://www.kartoo.com/

puffatevi questa versione di Google:
http://www.google.com/intl/xx-klingon/



postato da loziofranco | 15:27 | commenti (5)

martedì, giugno 03, 2003

Seguendo l'esempio della Scrittura, noi faremo meglio a pensare Maria soltanto con il suo Figlio e in relazione a lui, senza mai separarla da lui. (Card. John Henry Newman)
postato da loziofranco | 17:08 | commenti