nato 1951 - moglie una - figli tre - famiglia a bari - lavoro a roma - amici a bari


lunedì, marzo 31, 2003

Dunque: io faccio il medico ospedaliero; siamo costretti pure noi a questa trafila di corsi di management, condizionati dall'assetto della sanità dopo la legge 502 (quella di quel brav'uomo di De Lorenzo), a cui la Bindi ha cercato, solo in parte, di rimediare.
Di solito, nelle aziende sanitarie, i corsi di managenent li fanno furbi e politicizzati, e tutto questo serve, in genere, a maneggiare le cose politicamente  e senza più quei controlli (graduatorie etc), tutto si giustifica col management.
Detto questo, però, bisogna pure dire che ha senso porsi il problema dell'organizzazione del lavoro, se non altro per ridimensionare cose molto banali che ci vengono fatte credere chissà che cosa solo perchè portano nomi come "project management", "benchmarking" e simili (problem solving è più un termine mutuato dalla psicologia, e in fondo significa solo "capacità di risolvere i problemi").
Probabilmente è necessario che crescano gruppi di operatori del management, capaci ma soprattutto inculturati nel locale, anche perchè non è possibile importare concetti e strategie non solo straniere, ma "ideologiche", e il meglio sarebbe avere un'imprenditoria e un management cresciuti in luogo e affini al nostro contesto culturale.
Scusa la lungaggine. Saluti a tutti. Gerardo
 
 
postato da loziofranco | 19:31 | commenti (1)

Donato...  ma che cosa hai risposto (tanto tempo fa!) alla ragazza di Cesate (MI)? 

 

postato da loziofranco | 09:28 | commenti

l'unica cosa che mi vien da dire è la stessa che rivolsi ad una ragazza di Cesate (MI) che all'età di venticinque anni, quindici anni fa, venne per la prima volta nel Sud, a Bari in particolare, ospite della mia famiglia per lontani legami di amicizie comuni. Ebbene, mi disse, con molta ingenuità, sulla cui buona fede non ho dubbi, che si meravigliava che a Bari ci fossero tante auto, che tante donne guidassero, che ci fossero negozi così eleganti ...., e così via.
Per la domanda che oggi mi poni, invece, alle risposte che allora diedi tolgo il beneficio della buona fede di partenza; chi oggi, nel campo manageriale fa affermazioni come quelle che mi riporti è senz'altro riconducibile (con tutta la serenità di un non-giudizio cristiano) a chi abbondentemente "ci marcia", a chi vuol fare il piccolo Bossi della situazione, a chi ha sola tanta, sincera presunzione.
Basterebbe per lui aver seguito le lezioni di problem solving fatte ai semplici quadri di 9^ delle FS cui io cinque anni fa ho partecipato, per comprendere quanto lontane siano le sue convinzioni in mala fede, così come allora lo erano in buona fede quelle dell'amica di Cesate.
Colpa di tanta disinformazione, o meglio, cattiva informazione, di parte, oggi molto meno giustificabile di quindici anni fa, perché chi oggi ignora e non approfondisce è solo perchè non ne ha voglia o non gli conviene, viste le fonti inesauribili di opinioni che si possono consultare con un "click" del mouse. Non so se sono stato chiaro e se ho risposto al tuo quesito.
Ti abbraccio. Donato
postato da loziofranco | 09:25 | commenti

... il project management è un'insieme di tecniche gestionali d'impresa che stanno avendo successo nelle grandi realtà industriali per un motivo molto semplice: si tratta di studiare il lavoro (e quindi gli operai, cioè uomini) soltanto secondo un'analisi costi/benefici. Ad esempio, si stilano tabelle per indicare quante ore/lavoro necessita una particolare operazione (e quindi quanti operai...) per ottimizzare la produzione di fabbrica.
Se questo può essere visto come crescita industriale sono d'accordo..ma gli operai che licenziano li mantengono loro?   Non a caso nel loro gergo non si parla di "uomini" o "operai" ma "risorse umane"...neanche se fossimo bestie da soma.   Chiaramente la mia è solo una opinione e sicuramente tra i "project manager" c'è gente che fa il proprio lavoro con serietà...ma le innovazioni proposte dalla globalizzazione proprio non mi convincono.
Sul fatto che non abbiano ancora preso piede qui al sud, trovo che la spiegazione stia nella frase "l'impresa la gestisco io da anni e mi va bene", forse retaggio di una mentalità contadina, ma in fondo più sincera di chi ci propone prodotti importati dallo Zaire con marchio CEE...
Sono invece d'accordo sulla scarsa collaborazione tra università e lavoro, con le situazioni paradossali in cantiere ed in azienda.    A presto Bart
postato da loziofranco | 08:57 | commenti

domenica, marzo 30, 2003

Alice! qualcuno ti ascolta!
postato da loziofranco | 22:00 | commenti

Credo che metodi come il project management o il problem solving siano difficilmante applicabili nelle aziende del sud per una questione di cultura degli operatori che devono utilizzarli.
Mi spiego meglio: tecniche di questo tipo richiedono ai soggetti interagenti di mettere in comune opinioni, conoscenze e know-how, di anteporre al successo personale quello del gruppo di lavoro. Questo è tanto più difficile quanto più gretti sono i componenti del gruppo. Credo che per far funzionare queste tecniche sia necessario stimolare il più possibile il personale, spingerlo a riflettere sulle problematiche che gli si presentano.
Annalisa





postato da loziofranco | 21:59 | commenti

project management
Ci ha scritto ALICE (it's a nickname, of course). Si occupa di formazione, sta partecipando ad un master; una delle questioni trattate è il project management.
Domanda: "esiste (è applicabile) il project management nelle piccole e medie imprese del sud?"
e aggiunge: "I docenti del master hanno sostenuto che loro (la loro organizzazione) nel sud non ci sono mai riusciti".
La questione ci sembra interessante, perché tocca temi più ampi:
- il raccordo tra formazione (universitaria e post) e la nostra realtà economica/industriale,
- la disponibilità della nostra cultura (italia/sud/puglia/bari) a metodi "alieni"
- la validità di questi metodi e strumenti in se stessi (il project management, o anche il problem solving, la total quality, and so on ).
In altri termini: siamo noi i pigri mediterranei, refrattari a metodi moderni di organizzazione aziendale, oppure sono loro che ci contano un sacco di balle (e si fanno anche pagare per raccontarcele)?
O (vocativo) voi che leggete, docenti universitari e ingegneri colendissimi, voi studenti politecnici e affini, voi colti filosofi, sempre attenti alle patrie sorti! diteci la vostra.
E noi la pubblichiamo su   http://loziofranco.splinder.it
postato da loziofranco | 21:57 | commenti

mercoledì, marzo 26, 2003

andate un po' a vedere:
http://nostalgiadifuturo.splinder.it/
postato da loziofranco | 21:14 | commenti

"Sono un clown e faccio raccolta di attimi" (Heinrich Böll)
postato da loziofranco | 17:23 | commenti

The world is changed. I feel it in the water.
I feel it in the earth. I smell it in the air.
Much that once was is lost,
for none now live who remember it.

It began with the forging of the Rings of Power. 
Three were given to the Elves,
immortal, wisest and fairest of all beings.
Seven were given to the Dwarves,
great miners and craftsmen of the mountain halls.
And nine, nine rings were gifted to the race of Men,
who above all else desire power.









postato da loziofranco | 17:13 | commenti

«la ripetizione sarà solo la forma esteriore della preghiera e non avrà che lo scopo di rendere il movimento interiore sempre più calmo e pieno» (Romano Guardini)
postato da loziofranco | 17:05 | commenti

L’obbedienza non è più una virtù http://www.liberliber.it/biblioteca/m/milani/l_obbedienza_non_e_piu_una_virtu/html/sommario.htm

chi se lo ricorda, don Milani?

postato da loziofranco | 17:03 | commenti (2)

Mimmo segnala: questo sito è interessante (...l'ora legale...) http://www.ien.it/tf/time/ c'è una piacevole visita interattiva ai laboratori del Galileo Ferraris. Link utile per gli studenti”   

boh!  Mimmo, sei fuso! Se questa è la tua idea di piacevole visita interattiva!! Comunque c’è anche un coso per sincronizzare l’ora del PC con un orologio atomico. E’ alla pagina http://www.ien.it/tf/time/Pagina6.html Qualcuno lo prova e ci fa sapere se funziona?”

 

postato da loziofranco | 17:00 | commenti

sabato, marzo 22, 2003

L’offerta del cuore

Il nostro cuore batte: è possibile che ogni palpito diventi un atto di amore di Dio? E se non proprio sempre, è possibile che almeno ogni tanto nella mia giornata dica al Signore: “Signore, questo cuore batte per te”? E’ una disciplina spirituale che può anche far sorridere la persona complicata, la quale sa che le pulsazioni possono essere contate da uno strumento, ma il mio cuore a Dio posso offrirlo io solo.

L’impegno a offrire i sentimenti, i desideri, i propositi, le ispirazioni della giornata, intanto mi mette al riparo dalla solitudine umana nella quale mi potrei chiudere per contare i miei insuccessi e magari conoscere grosse crisi di scoraggiamento. In secondo luogo è quasi inevitabile che, perseverando in questo esercizio, nel mio spirito si accenda una luce più forte, parta in impeto più generoso, e io mi trovi lanciato verso Dio con un fervore rinnovato, con una consolazione che mi nutre, con una forza che dà nuova speranza e nuovo ardimento alla mia vita.

(il vecchio Ballestrero, grande uomo!) 

postato da loziofranco | 20:21 | commenti

non è proprio come la penso io, comunque mi sembra notevole:

"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. " (Italo Calvino)

postato da loziofranco | 20:06 | commenti (1)

giovedì, marzo 20, 2003

foto!

 

postato da loziofranco | 17:50 | commenti (1)

Un altro atteggiamento per rendere la presenza di Dio continua e consapevole è l’esercizio diligente e frequente dell’aspirazione spirituale. E’ la preghiera detta aspirativa, che si esprime tra l’altro nelle giaculatorie, nei gridi dell’anima, negli slanci del cuore. Una volta per questo esercizio spirituale si aveva una grande sollecitudine; oggi ho l’impressione che le anime troppe volte siano fredde e che anche la preghiera vada avanti attraverso uno sviluppo logico, in momenti programmati e prefissati perentoriamente.

La spontaneità, la vitalità dello slancio verso Dio, nel desiderio di lui, mi pare intorpidirsi; d’altra parte siamo talmente affaticati dal guardare le cose, siamo talmente occupati nel recepire notizie, siamo talmente invasi dalle superfluità della civiltà e della cultura, siamo talmente curiosi di tutto ciò che ci circonda, che vedere Dio e sospirare a lui diventa davvero difficile.

(Card. A. A. Ballestrero, Vivi nel Dio vivo, Ed.Paoline)

postato da loziofranco | 10:22 | commenti (2)

lunedì, marzo 17, 2003

Ci scrive Michela:

Carissimi, non vi preoccupate, che non vi scrivo per dirvi che non voglio più ricevere le vostre e-mail ... anzi! Mi fa piacere averle e condividere con voi parte del mio percorso. Vi mando, invece, il programma della settimana della carità che qui in parrocchia abbiamo messo su come gruppo Giovani di Aci (parlo della parrocchia SS. Salvatore di Capurso). Questa settimana nasce dalla nostra piccola esperienza presso le case di cura e vuole essere un piccolo approfondimento su un tema così importante quale quello dell'assistenza agli anziani, ma soprattutto sul senso dell'accoglienza, dato che qui in Capurso ci sono già tre case protette e altre 2 stanno per aprirsi. Questi anni all'interno delle case ci hanno fatto riflettere molto sul senso dell'accoglienza e sul diritto che questi nostri amici hanno di trascorrere gli ultimi anni circondati dall'affetto dei propri cari e di nuovi amici che, come noi, hanno la possibilità di conoscerli, ascoltare le loro storie, i loro consigli ... sono un mondo da scoprire!!
Spesso si pensa a questi luoghi come a luoghi di abbandono, in cui si aspetta che la vita finisca .. possiamo assicurarvi che non è - e non deve essere - così! Ci sono nonni con più di 90 anni che sono ancora abilssimi e hanno ancora tanto tanto da dire ... e poi loro più che mai sono la presenza di Gesù.
Vi saluto di cuore ed ecco il programma:
SETTIMANA DELLA CARITA' 24 -30 MARZO 2003 A CAPURSO
- LUNEDI' 24 MARZO ORE 19.30 IN CHIESA MADRE (PARR. SS. SALVATORE) INCONTRO CON IL PROF. VITTORIANO CAPORALE
- MARTEDI' MERCOLEDì E GIOVEDI DALLE 16.00 ALLE 18.00: LABORATORI ALL'INTERNO DELLE CASE PROTETTE IN CAPURSO
- VENERDI' 28 MARZO SEMPRE IN CHIESA MADRE ALLE 19.30: LA COMUNITA' DI S. EGIDIO PRESENTA LA SUA ESPERIENZA CON GLI ANZIANI E I DISABILI MENTALI ATTRAVERSO L'ULTIMA PUBBLICAZIONE "GESU' PER AMICO"
- SABATO 29 MARZO ORE 16.00 "FESTA CON GESU'" PRESSO CASA SERENA Z.I. - CAPURSO
- DOMENICA 30 MARZO DALLE 10.30 ALLE 16.00 RITIRO SPIRITUALE PRESSO L'OASI DI SPIRITUALITA' DI CONVERSANO "MADONNA DELL'ISOLA"
SALUTISSIMI, MICHELA












postato da loziofranco | 17:14 | commenti

domenica, marzo 16, 2003

Se la nostra giornata è caratterizzata da una frantumazione frequentissima di azioni diverse, si moltiplicheranno le occasioni di presenza di Dio; se la nostra giornata è occupata da una sola azione, dovremo essere più vigilanti perché il pensiero di Dio non ci sfugga. (più o meno, è il contrario di quello che pensavo fino a ieri sera)

postato da loziofranco | 10:39 | commenti

sabato, marzo 15, 2003

L’offerta delle azioni

Di solito noi ragioniamo in maniera capovolta: oggi ho tanto da fare, oggi ho tante preoccupazioni, oggi ho tanti fastidi, allora è giusto che la paghi Dio, e Dio viene dimenticato. No. E’ giusto piuttosto che la mia vita venga offerta al Signore in un continuo gesto di oblazione: l’offerta delle azioni che facciamo al Signore è un altro modo di praticare l’esercizio della presenza di Dio. Se la nostra giornata è caratterizzata da una frantumazione frequentissima di azioni diverse, si moltiplicheranno le occasioni di presenza di Dio; se la nostra giornata è occupata da una sola azione, dovremo essere più vigilanti perché il pensiero di Dio non ci sfugga. Potremmo dire che, tutto sommato, ci conviene la giornata frantumata, la moltitudine delle occasioni, la diversità degli impegni: “Signore, questo mi domandi e questo ti do; questo mi domandi e questo accetto; sii benedetto, sii ringraziato”.

Non meno importante dell’offerta delle azioni è l’impegno dell’accettazione di tutto dalle mani del Signore. La giornata di oggi come sarà? “Sarà come tu vorrai. Che cosa mi domanderai non lo so, ma fin da ora te lo do, perché sei tu che lo vuoi per me”.

E’ un allenamento spirituale a cui dobbiamo assuefarci, di cui dobbiamo stimare sommamente l’efficacia per l’incremento della nostra fede e anche della visione contemplativa della vita. Il Signore non ci mette nel labirinto delle cose umane perché ci perdiamo, ma perché nel fondo del labirinto noi troviamo lui. Spesso lo cerchiamo fuori di noi, mentre egli è dentro di noi. L’impegno a vivere dentro, offrendo tutto ciò che il Signore ci domanda e accogliendo da lui con riconoscenza e con obbedienza le sue scelte per noi, è cosa veramente preziosa per l’esercizio della presenza di Dio, per l’apprezzamento delle sue opere.

Card. A. A. Ballestrero, Vivi nel Dio vivo, Ed.Paoline

postato da loziofranco | 22:25 | commenti

venerdì, marzo 14, 2003

A proposito di "lectio divina":

questa ci viene da fidibi (è una pagina tratta da un libro del Cardinale Martini)

OTTO PAROLE CHIAVE

 

In quale modo utilizzare il testo biblico per una meditazione che sfoci in preghiera e in atti concreti di vita?

Confesso che è la domanda a cui mi sforzo di rispondere da una vita, una domanda sempre da rinnovare, da rilanciare, da rimettere in cantiere.

Richiamerò dunque, brevemente, alcune parole chiave che formulo in latino perché non è facile trovare in italiano un equivalente sufficientemente comprensivo: sono parole che mi permettono di cogliere come avviene il passaggio dal testo biblico alla vita transitando per la preghiera e la contemplazione.

 

1. La lectio consiste nel leggere e rileggerre un brano biblico mettendone in rilievo gli elementi portanti, il dinamismo, la struttura, i personaggi, le azioni, le qualità delle azioni, il contesto prossimo e remoto, i testi affini.

È quindi un lavoro ampio che ha lo scopo di rispondere alla semplice domanda: che cosa dice questo brano? Molte volte ho notato, anche nella predicazione e nell’omiletica, che si parte da una pagina della Sacra Scrittura ritenendola ovvia per esprimere qualche pensiero su di essa, saltando l’interrogativo fondamentale e assolutamente inevitabile: che cosa dice?

Esaminato così, un testo che magari ho letto e ascoltato centinaia e migliaia di volte, appare come nuovo.

Perciò raccomando ai giovani di leggere il testo con la penna in mano, cominciando a sottolineare i soggetti, le azioni, i sentimenti, le qualità. Non è necessario l’armamentario – pure importante – dello strutturalismo, di tutto lo studio della retorica. Io vorrei che ogni cristiano imparasse l’esercizio della lectio, ogni giovane a partire dai dodici anni; è il primo gradino, molto importante.

 

2. La meditatio è il secondo gradino e consiste nel ricercare i valori permanenti o i messaggi del testo. Risponde alla domanda: che cosa ci dice il testo? Quali valori permanenti porta avanti nella storia?

 

3. Alla meditatio segue un passaggio delicatissimo: all’attività umana – certamente guidata dalla grazia se si vuole giungere alla preghiera – si sostituisce gradualmente l’azione di Dio. È il momento della contemplatio, momento nel quale ci mettiamo di fronte al mistero da cui è nato il brano biblico, al mistero di Dio Amore, al mistero di Cristo e dello Spirito diffuso e operante nella storia. Allora il brano parla a me, per me, non è più soltanto un veicolo di messaggi generali.

 

4. L’oratio è il quarto gradino, dove comincio a dialogare con il Signore Gesù, partendo dal testo, mediante la lode, il rendimento di grazie, la domanda. Viene alla mente la semplicissima definizione di Santa Teresa d’Avila: «L’orazione non è altro che un intimo rapporto di amicizia, un intrattenimento con Colui da cui sappiamo d’essere amati». Ma solo a questo punto il colloquio con Gesù entra in movimento.

 

5. Dalla oratio nasce la consolatio, termine che richiederebbe una lunga spiegazione. Lo uso nel senso della paraklesis neotestamentaria: si sperimenta nel cuore gioia e affinità con gli atteggiamenti evangelici proposti dal messaggio del testo, si avverte il tocco di Dio.

 

6. Il gradino successivo è quello della discretio o discernimento. Consiste nel cogliere con chiarezza la differenza tra valori e disvalori, valori evangelici e contraffazioni. Qui il tocco di Dio è più forte, il momento mistico prevale.

 

7. E la discretio sfocia nella deliberatio, nella scelta di azioni e di stili di vita pienamente conformi al Vangelo.

 

8. L’ultimo gradino è l’actio: si compie concretamente un’azione che cambia il cuore, converte la vita.

 

Da: Carlo Maria Martini, La pratica del testo biblico, PIEMME 2000

postato da loziofranco | 09:17 | commenti

domenica, marzo 09, 2003

Cenerentola ballò tutta la notte col principe, volteggiò instancabile, rapita dalla musica, per le grandi sale della reggia, riflettendosi nelle alte specchiere come una farfalla azzurra. A mezzanotte era sudata come una cavalla. (Romano Bertola)
E' per questo - commenta Rossella - che poi corse via.
postato da loziofranco | 17:28 | commenti

venerdì, marzo 07, 2003

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postato da loziofranco | 08:58 | commenti

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postato da loziofranco | 08:53 | commenti

mercoledì, marzo 05, 2003

Proviamo a usare il blog come una newsletter:
 

PACE   -  corresponsabilità comune

Mentre entriamo nel tempo della Quaresima, non possiamo non tener conto dell'attuale contesto internazionale, nel quale si agitano minacciose tensioni di guerra. Occorre da parte di tutti una consapevole assunzione di responsabilità e uno sforzo comune per evitare all'umanità un altro drammatico conflitto. Per questo ho voluto che l'odierno Mercoledì delle Ceneri fosse una Giornata di preghiera e di digiuno per implorare la pace nel mondo... Possa questa Giornata... tradursi in gesti concreti di riconciliazione. Dall'ambito familiare a quello internazionale, ciascuno si senta e si faccia corresponsabile della costruzione della pace. E il Dio della pace, che scruta le intenzioni dei cuori e chiama suoi figli gli operatori di pace non farà mancare la sua ricompensa
(Giovanni Paolo II, Udienza generale del Mercoledì delle Ceneri 2003)
(©L'Osservatore Romano - 6 Marzo 2003)



postato da loziofranco | 19:41 | commenti

martedì, marzo 04, 2003

ciao conny-alice-nel-paese-delle-meraviglie: però la realtà è meglio della fantasia? Sei d'accordo? Mimmo P.S.: ben arrivata! (postato da mimmo, ricopiato da loziofranco)
postato da loziofranco | 17:40 | commenti (1)

lunedì, marzo 03, 2003

cari sofficini e care toffolette, per lasciare un messaggio cliccate sulla parola commenti (qui sotto); si aprirà una finestra nella quale potete scrivere quel che vi pare; poi - nella finestra - cliccate "PUBBLICA IL COMMENTO". Bye.
postato da loziofranco | 09:58 | commenti (3)

Prove tecniche di trasmissione. Questa qui sotto è la copia del commento lasciato da Conny. loziofranco
postato da loziofranco | 09:51 | commenti

Ciao ziofranco, grazie per avermi condotto sino qui, e della simpatica accoglienza. Più che un commento sono solo in grado di manifestare ciò che provo, leggendo qua e là: mi sento come Alice nel paese delle meraviglie. Non intravedo confini, non conosco l'orizzonte, devo trovare la mia dimensione....dammi un po' di tempo. Posso solo anticipare che trovo nell'iniziativa toni convincenti, perchè è sempre piacevole trovarsi in luoghi dove circolano parole, idee, commenti. A presto Conny (ho gli stessi timori di mimmo, arriverà a destinazione?)

Postato da anonimo @ lunedì, marzo 03, 2003

è arrivato!

postato da loziofranco | 09:48 | commenti (1)

sabato, marzo 01, 2003

Ciao a tutti!
postato da loziofranco | 21:42 | commenti

Ripeto: l'idea è interessante, ma non è molto chiaro come si fa a lasciare il proprio "post-it". è la seconda volta che ci provo. Spero di riuscirci. Ciao. Mimmo

Postato da anonimo @ martedì, febbraio 25, 2003

Ci sei riuscito!

loziofranco

postato da loziofranco | 21:42 | commenti

Un piccolo segreto
(attenti maskietti, potrebbe sconvolgere le vostre certezze... ;-))
(una zampata di tigre, da Conny)
Un giorno, nel giardino dell'Eden, Eva disse a Dio...
- Signore, ho un problema...
- Che problema, Eva?
- Signore, so che mi hai creata e che hai fatto questo giardino bellissimo, e tutti questi meravigliosi animali, e quell'allegro e buffo serpente... ma io non mi sento davvero felice!
- Come mai, Eva?
- Signore, mi sento sola. E sono proprio stufa delle mele...
- Bene Eva, in questo caso ho una soluzione. Creerò un uomo per te!
- Che cos'e un "uomo", Signore?
- Questo "uomo" sarà una creatura difettosa, con molti aspetti negativi. Mentirà, ti prenderà in giro e sarà vanaglorioso, in pratica ti darà un sacco di problemi. Sara più grande di te e più veloce, e amerà cacciare e uccidere. Avrà uno sguardo scioccamente curioso, ma visto che ti stai lamentando, lo creerò in modo che possa soddisfare le tue, ehm, necessita fisiche. Sarà scarso di intelletto e si impegnerà in occupazioni infantili come la lotta e prendere a calci una palla. Non sarà molto sveglio, e avrà spesso bisogno dei tuoi consigli per pensare correttamente...
- Sembra una cosa divertente! - commento Eva - Dove sta la fregatura?
- Beh... lo puoi avere ad una condizione...
- Quale?
- Come ti ho detto, sarà orgoglioso, arrogante e auto compiacente; perciò dovrai fargli credere che e' stato creato lui per primo. Però ricorda: è il nostro piccolo segreto... da donna a donna!












postato da loziofranco | 13:09 | commenti